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La nostra storia

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Le persone

Siamo una famiglia della provincia di Como, abbiamo acquistato un terreno a Magliano con in testa e nel cuore un grande progetto: produrre olio di qualità.

Gli ulivi

Il nostro è un Olio IGP ottenuto da olive coltivate in località Sterpeti di Magliano in Toscana (GR).

L'olio

L'olio prodotto è fruttato e lievemente piccante perché utilizziamo olive ad inizio dell'invaiatura (maturazione), quando ancora sono ricche di polifenoli.

L'Olivo della Strega di Magliano

Vi chiederete che origine ha il nome del nostro olio! Il nome “della Strega” racconta una leggenda ed evoca il fascino, il mistero e le tradizioni che da sempre caratterizzano queste terre.

L'olivo millenario

A Magliano in Toscana, appena fuori dalle antiche mura del paese, accanto alla quattrocentesca chiesa della Santissima Annunziata, si trova un ulivo davvero straordinario: l’Olivo della Strega. Inserito tra gli alberi monumentali della Toscana, è considerato un autentico patriarca della Maremma e la sua età viene tradizionalmente stimata tra i 3.000 e i 3.500 anni.

Il suo aspetto è ciò che più colpisce: il tronco, enorme e contorto, raggiunge una circonferenza di circa otto metri e mezzo alla base. Non è particolarmente alto, ma la sua forma, modellata dal tempo e dagli agenti atmosferici, ricorda quasi una scultura naturale. Nel corso dei secoli alcune parti del tronco sono morte e sono state sostituite da nuovi getti: per questo l’albero sembra essersi spostato lentamente verso la luce, lasciando alle proprie spalle le parti più antiche.

Le prime testimonianze attendibili sull’olivo risalgono agli inizi dell’Ottocento. Il naturalista Giorgio Santi, durante i suoi viaggi in Toscana tra il 1795 e il 1806, lo descrisse come un olivo vecchissimo e gigantesco, misurandone il tronco e definendolo addirittura il “gigante degli olivi”. Alcuni decenni più tardi anche il viaggiatore inglese George Dennis rimase impressionato dalle sue dimensioni, descrivendo un tronco dalla circonferenza di circa dieci metri.


Le leggende

La sua fama, però, non nasce soltanto dalle sue dimensioni. Attorno a questo albero sono nate nel tempo numerose leggende, che mescolano antiche credenze pagane, tradizioni popolari e racconti di streghe.

Secondo la tradizione, già prima della diffusione del Cristianesimo, intorno all’olivo si celebravano feste campestri dedicate alle divinità della natura. In epoca etrusca, alcune leggende raccontano invece che gli Auguri e gli Aruspici si riunissero sotto le sue fronde per compiere riti e cercare di interpretare la volontà degli dèi.

La leggenda più famosa è però quella della strega della Maremma. Si racconta che, durante il Medioevo, ogni venerdì una strega si recasse sotto l’olivo per celebrare i suoi riti e danzasse intorno al tronco fino a costringerlo a contorcersi sempre di più.

Sarebbe così che l’albero avrebbe assunto la sua forma misteriosa e inquietante. Terminato il rito, la strega si sarebbe trasformata in un enorme gatto dagli occhi infuocati, rimanendo a sorvegliare l’olivo per tutta la notte. In alcune versioni della leggenda si racconta addirittura che l’albero arrivasse a raddoppiare le proprie dimensioni durante la notte.

Un’altra storia narra che una strega, per proteggere l’olivo, avrebbe lanciato olive dure come pietre contro un ragazzo che aveva tirato un sasso a un pettirosso nascosto tra i suoi rami. Sono proprio racconti come questi ad aver alimentato nel tempo l’aura misteriosa che circonda l’albero.


Oltre il mito

Il nome “Olivo della Strega”, tuttavia, potrebbe avere anche un’origine più concreta. Le forme contorte del tronco e dei rami, soprattutto al tramonto, potevano sembrare figure misteriose: un volto umano, una vecchia, un grosso gatto o una donna dai capelli lunghi. Queste immagini, un tempo riconoscibili nell’albero, oggi non sono più visibili, ma alcune fotografie ne hanno conservato la memoria.

Nel Novecento l’olivo continuò a essere protagonista della vita del paese. Dopo la Seconda guerra mondiale, in occasione di un lunedì di Pasqua, i suoi enormi rami arrivarono a ospitare addirittura l’intera banda filarmonica di Magliano, composta da circa quaranta musicisti, che suonarono nascosti tra le foglie, creando l’incredibile impressione che la musica provenisse direttamente dall’albero.


Oggi

Oggi l’Olivo della Strega ha perso gran parte dei suoi rami, anche a causa di un fulmine che lo colpì nel tempo, ma è ancora vivo. Protetto e osservato come un prezioso monumento naturale, continua a rappresentare un legame unico tra natura, storia e leggenda.

Forse è proprio questo il suo fascino più grande: non sappiamo dove finisca la storia e dove inizi la fantasia. Sappiamo però che, da secoli, quell’antico tronco contorto continua a dominare il paesaggio di Magliano, custodendo tra le sue rughe il ricordo di generazioni, feste, racconti e misteri. E ancora oggi, davanti a quell’olivo millenario, è difficile non chiedersi quante storie abbia davvero visto passare sotto le sue fronde.